giovedì, 20 dicembre 2007
Il  racconto IL VERME-UNA FAVOLA MODERNA, è anche inserito nell'antologie:

 
conceptsppCONCEPTS Profumo
AA.VV. , ARPANet (2007)

ISBN 978-88-7426-042-3
pp. 256, cm.20x20
Prezzo di copertina: € 15,00

profumoposh-pCONCEPTS Profumo POSH
Edizione limitata a 500 copie numerate
AA.VV. , ARPANet (2007)

ISBN 978-88-7426-046-1
pp. 256, cm.20x20
Prezzo di copertina: € 30,00

www.arpabook.com
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mercoledì, 19 dicembre 2007
verme-pverme-pverme-pminiCONCEPTS // Profumo
Il Verme - Una favola moderna
Gionata Soldatini, ARPANet (2007)
ISBN 978-88-7426-048-5
pp. 64, cm.10x10
Prezzo di copertina: € 3,00

Questa è una favola atipica, che si confonde con la vita e con le sue avversità.
Ci sono un principe e una principessa e c’è Gaston, nato e vissuto da verme e morto da uomo.
Abbandonato dal padre in tenera età, alleva lombrichi in lettiere a basso costo per Riccardo, nobile, e si innamora della moglie Rosa, di un amore malato, ossessivo, di un amore perso in partenza, perché impossibile, eppure necessario.
Una favola moderna sulle nostre paure ed incertezze, sugli amori non corrisposti, sulla confusione che il cuore crea tra odio e amore, invidia e giustizia.


Estratto:
Questa è una favola, una specie di favola.
Ci sono un principe e una principessa e c'è Gaston, nato e vissuto da verme e morto da uomo.
Ci sono un castello e un vecchio pazzo, un mago cialtrone.
C'è un padre assente e c'è un giardino di luci, prigioni vere e sbarre come pioggia.
C'è fango, troppo fango per una favola.


Estratto:
La porta è di legno e il vento fischia negli spifferi.
“Avanti, entra” dice il vecchio.
Iris, inula, chiodi di garofano, camomilla, e poi almeno un centinaio d’altre etichette. Le correnti che si infilano nella porta smuovono i boccioli in prova al centro della stanza. Le pareti sono una scacchiera, fiori e piante illuminate e agitate dai neon. Sono nel cuore di un bosco incantato.
“Sapevo che saresti venuto” apre il vecchio.
“Nervosismo? Basilico; Paure? Bergamotto; Rabbia? Benzoino… A me queste cose sembrano stronzate e, soprattutto… che cazzo è il benzoino?”
“Chiudi il becco e gli occhi, odora questa pianta e dimmi cosa senti?”
“Non lo so… È un odore… Profondo, direi”.
“Ok, di più”.
“Caldo”.
“Poi?”
“Calmante”.
“Sedativo”.
“Ipnotico”.
“Sì, esatto, è eccitazione gioiosa, è ritrovare una cosa persa e dimenticata, è sicuro come la terra…” “Taglia corto, cos’è?”
“È fieno, fieno francese”.

Sempre acquistabile nel sito www.arpabook.com e nelle migliori librerie...
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lunedì, 17 dicembre 2007
dus-pminiCONCEPTS moda // DUS - Dopo una sbronza
Gionata Soldatini, ARPANet (2007)


DUS - Dopo una sbronza
ISBN 978-88-7426-035-5
pp.64, cm.10x10
Prezzo di copertina: € 3,00

Acquistabile nel sito
www.arpabook.com e nelle migliori librerie...
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lunedì, 17 dicembre 2007
Da: MUSHROOM'S BLOG

In questo venerdì così uggioso e novembrino, arriva una nuova intervista! A rispondere è Gionata Soldatini, autore ArpaNet.

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Gionata Soldatini?

Questa è sicuramente la domanda più difficile a cui rispondere. Il mio problema è che proprio non lo so.

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Tutti hanno bisogno di comunicare, in un modo o nell’altro, ciò che sentono, per mettersi in discussione e cercare di capire cosa si è veramente: con il partner, con un amico e, perchè no, con un foglio bianco da riempire. Scrivere è stata un’esigenza, è dai tempi del liceo che butto giù qualche idea. Quando mi sono accorto che ciò che mi circondava non era capace di completarmi, allora ho iniziato a scrivere.

Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet.

Tenevo da tempo dei racconti nel cassetto, ma l’esigenza di cui parlavo prima si scontrava con il terrore del rifiuto. Poi ho deciso di buttarmi, di partecipare al concorso indetto dall’ArpaNet e…sorpresa! Il testo è piaciuto ed è stato publicato. Una gioia immensa, sarò sempre in debito con loro.

I personaggi sono parte dello scrittore e delle sue esperienze di vita; sei d’accordo con questo luogo comune?

Assolutamente sì. I miei personaggi, le mie esperienze, i miei ricordi, sono filtrati e resi il più possibile interessanti perché la fantasia e il potenziale della scrittura è straordinario; è per me impossibile resistere e non sfruttare a pieno queste possibilità, ma piccole parti di me e del mio mondo sono in ogni stato d’animo e nella più surreale delle descrizioni.

Tre libri che ti porteresti su una fantomatica isola deserta.

Fight Club di Chuck Palahniuk, Chiedi alla Polvere di John Fante, Compagno di Sbronze di Charles Bukowski. Il mio primo amore è stato però Sulla Strada di Jack Kerouac. Giuro che questo libro mi ha “chiamato”, mi ha detto “leggimi”! Era lì, buttato in una cesta enorme di un centro commerciale, e non so assolutamente cosa mi abbia attratto. Avevo 17 anni e neanche conoscevo Kerouac, le scuole superiori, per l’evidente necessità di dare solo una cultura generale, ti iniziano alla lettura di quelli che definirei i “classici ufficiali”, ma il gusto personale non si impone. Per fortuna ho scoperto presto che negli anni in cui D’Annunzio si ritirò nel suo villone, Henry Miller, ad esempio, scriveva Tropico del Cancro. Se non mi fossi appassionato a certa letteratura, probabilmente adesso non scriverei.
Tornando a noi, porterei in un’isola deserta i libri che ho citato all’inizio perché, insieme ad altri libri che adoro e che sprigionano “un’energia” unica, sono attraversati da un’ironia, che diventa spesso sarcasmo e cinismo, per me assolutamente indispensabile in una storia.

Lo stile costituisce la “firma” di ogni scrittore. Tu come definiresti il tuo?

La scrittura, anche quella apparentemente più spontanea, è una questione di equilibrio. Se la forma rimane immobile si rischia un piattume totale. Fante e Bukowski, ad esempio, sono dei grandi “artigiani” capaci d’impennate liriche straordinarie; Palahniuk, passa da descrizioni dettagliatissime a brevissime intuizioni che sono un pugno allo stomaco. Loro, fra questi ed altri poli, hanno trovato un equilibrio. Io cerco di rimanere fra l’astratto e il concreto, fra luoghi imprecisati e dettagli precisi, passato e presente, sogno e realtà. Lo stile è la vera anima dello scrittore, diciamo che il mio è lo specchio della mia confusione e il tentativo di superarla

Stai per iniziare un nuovo romanzo e ti trovi di fronte alla classica prima pagina bianca. Come vivi questo momento?

Vivo il momento con emozione ma non mi preoccupa. La prima pagina non è mai un problema per me, se inizio a scrivere è perché ho già chiara un’idea in testa. Per il momento è così. Lo sviluppo, quello sì che è difficile, e poi il lavoro di limatura. Come ho detto prima, non credo molto nella scrittura spontanea, un libro è per me come un mosaico.

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

Rosso acceso, o comunque di un colore che sprigionasse un’energia così forte da poterla cogliere.


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lunedì, 17 dicembre 2007
dus-pIn un mondo dominato dall’immagine e dall’apparire, che cosa si sarebbe disposti a sacrificare per raggiungere la perfezione?
Tutto, perfino le persone più care, è la risposta ironica di Dopo una sbronza che, con una narrazione che sconfina nel sogno senza mai perdere in forza descrittiva, mette in guardia dagli eccessi della moda e dall’ossessione per l’esteriorità.
Vittime di questo spasmodico desiderio di bellezza stereotipata molte starlette squinternate alla ricerca del successo, tra le quali si contrappongono l’apparente inattaccabile Nicole e la più fragile Kim. E tra profumo di gelsomino, creme rimodellanti si contendono il solo oggetto del loro desiderio: un uomo, il narratore, trascinato a forza in quel mondo di immagine pura che, infine, rivela tutta la miseria della propria superficialità e il dolore della propria solitudine.

L’odore di menta e gin sulle labbra di Nicole isola le parole. Scostate le ciocche, che cadono dallo chignon e tagliano il volto, Nicole sbrodola frammenti di cultura, saggezza da quiz:
“È una branca della psicologia che...”
Una fila di brillantini segue la linea delle sopracciglia. Fra la decina di donne sdraiate a terra e bendate da fasce nere, Nicole è la regina delle pazze che bisbiglia di respirazione olotropica:
“Inspirare, espirare...”
postato da: Hech79 alle ore 13:26 | Permalink | commenti
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